The Odissey: Nolan porta al cinema il viaggio dell’eroe-antieroe.

Odissea Nolan, film.

A fine articolo il trailer del film

7–10 minuti

Ulisse: un antieroe

In uscita al cinema dal 16 luglio, Odissea è il nuovo film scritto, diretto e prodotto da Christopher Nolan. Ricordiamo il regista famoso per successi indimenticabili come: Inception (2010); Interstellar (2014); Dunkirk (2017); Tenet (2020) e Oppenheimer (2023). Il film di Nolan attraverso vari flashback e sbalzi temporali, ricostruisce le vicende di Ulisse, eroe omerico che ha combattuto la Guerra di Troia, ricordato soprattutto per l’invenzione astuta del Cavallo di Troia. Sappiamo tutti però che Ulisse è molto più di un guerriero, la sua è la storia di un uomo in balia del vento e delle onde, di un uomo che si sente spesso perso, che sbaglia e anche nelle situazioni più complesse prova sempre a rialzarsi. Per questo viene spesso considerato un antieroe dall’immaginario collettivo. Quella di Ulisse è una storia che parla di tutti noi e Nolan nel film è molto attento all’aspetto umano, psicologico ed esperienziale dell’individuo protagonista e degli altri personaggi.

Foto: Sky TG 24

I temi centrali

Da Omero, Nolan riprende tanto, soprattutto le tematiche: il senso di ospitalità che era sacra per i Greci; la legge di Zeus su concetti come i valori familiari, di amicizia, altruismo o di condivisione del gruppo; un profondo rispetto per la morte e per i riti funebri considerati solenni e propiziatori per un riposo eterno senza turbamenti; i sacrifici che l’uomo fa agli Dei per avere il loro benestare al fine di superare ostacoli e affrontare sfide; viene messa più volte in risalto la Ubris (tracotanza) di Ulisse nei confronti delle Divinità. Più volte l’eroe Omerico dirà di voler sfidare gli stessi Dei per riuscire nelle proprie imprese. Centrale è la tematica del Nostos (il ritorno) che in Ulisse si presenta come una volontà ferrea di tornare a casa, nella sua Itaca e dalla sua famiglia. Inoltre troviamo il concetto di memoria legato spesso a quello della dimenticanza: dimenticare le fatiche, le responsabilità e persino gli affetti risulta un fattore di sollievo per un Ulisse stanco e provato dal dolore. Ma la memoria è sempre li, a ricordargli che questi possono essere sollievi momentanei ed effimeri, ma non reali e duraturi.

Il viaggio di Ulisse

L’Odissea è prima di tutto la storia di un viaggio, quello di Ulisse che dopo la vicenda del Cavallo di Troia, si ritrova con tutti i suoi compagni più fedeli a partire per mare verso luoghi sconosciuti dove tutti insieme affronteranno avventure incredibili che li metteranno a dura prova. Quello di Ulisse nei confronti del suo gruppo è un ruolo di guida e di estrema responsabilità, è notevole nel film che il protagonista avverta su di sé un senso profondo di dovere e peso verso il suo equipaggio. Come quasi se le vite dei suoi compagni dipendessero dalle sue decisioni e dalle sue scelte, ma questo non gli vieta di affrontare tutto con impeto, istinto e grande astuzia. Perché in fondo Ulisse è questo, un uomo che affronta tutto di petto, senza passare mai per scorciatoie. Le tappe classiche del viaggio ci sono tutte: dall’episodio del Ciclope Polifemo, alla sosta dalla Maga Circe, fino al letale canto delle Sirene e tutto il resto che conosciamo grazie al poema Omerico. Il viaggio è impervio, segnato da lotte, sangue, dolori e lutti e da questo viaggio Ulisse ne uscirà profondamente mutato.

Foto: Wikipedia

Il cambiamento e il tema dell’identità

Altra tematica centrale che Nolan affronta nella sua fase di riscrittura è quella legata al senso di identità e ai mutamenti dell’animo umano. Ulisse parte per un viaggio durato anni durante il quale affronta mostri, maghe e persino spiriti dall’aldilà. Durante questo viaggio affronta gli Dei e perde i suoi compagni di viaggio uno ad uno, tutto ciò cambia profondamente il suo animo. Più volte sentiremo frasi come “Mi sono perso, ho perso la rotta, non so dove andare” proprio a dimostrazione del fatto che per molto tempo Ulisse perde la sua bussola interiore e nessun mare riesce a fargliela ritrovare. Solo lui stesso infatti potrà capire come fare per ritrovare sé stesso, il suo cuore e la sua anima e accettare che senza ombra di dubbio l’Ulisse della guerra di Troia non esiste più. Si tratta infatti del cosiddetto viaggio dell’eroe, che prima o poi tutti devono affrontare per scoprire o riscoprire sè stessi.

Gli altri personaggi: Penelope, Telemaco e Antinoo

Menzione speciale va assolutamente fatta per altri personaggi non secondari, ma anzi fondamentali per la storia stessa e la svolta degli eventi: in particolare si tratta di Penelope (Anne Hathaway), Telemaco (Tom Holland) e Antinoo ( Robert Pattinson). Rispettivamente la moglie di Ulisse, il figlio ormai quasi maggiorenne e il più feroce tra i Proci, innamorato di Penelope ma ancora di più assetato di potere per il desiderio di salire al trono di Itaca al posto del suo Re disperso tra i mari. I tre personaggi creano un quadro completo dell’intero film donando tutti quei componenti che si avvertivano come mancanti. Dall’antagonista Antinoo che con la sua ferocia vorrebbe prevaricare su tutto, alla dolcezza ed estrema tenerezza di Telemaco, che non si arrende al fatto che suo padre, che non ha mai conosciuto, non faccia più ritorno ad Itaca ed infine Penelope, una donna innamorata e sempre in attesa dello stesso uomo da più di vent’anni. Nel film di Nolan è una donna forte, astuta e indipendente, devota alla famiglia e sempre in attesa del suo uomo.

Foto: Il Messaggero

La recitazione degli attori

The Odissey deve tantissimo ai suoi attori protagonisti e alla loro recitazione straordinaria. In primis Matt Damon nei panni di Ulisse è un protagonista eccelso, quella di Matt Damon è sia una recitazione molto fisica e imponente che emotiva e psicologica. Il suo sguardo in macchina è penetrante e i suoi occhi sembrano spesso parlare da soli. Per oltre un anno, al fine di entrare a pieno nel personaggio, Damon si è fatto crescere la barba, proprio per rendere sé stesso il più possibile vicino al personaggio omerico. Dall’altra parte, da notare in ordine sono Anne Hathaway, che veste i panni di Penelope, donna innamorata e ossessionata dal ritorno di suo marito Ulisse. La sua è una recitazione ben marcata e fa risplendere un personaggio femminile così importante e ben definito. Emotiva, forte, dolce e allo stesso tempo autoritaria, l’attrice riesce a donare all’eroina un’aura affascinante ed emozionante. In secondo luogo troviamo Tom Holland che interpreta Telemaco, figlio di Ulisse e Penelope. Il suo è un Telemaco dolce, un ragazzo che si sta appena affacciando all’età adulta ma ne comprende già dolori e fatiche. Con la sua recitazione emotiva, arriva dritto dritto al cuore degli spettatori ed è uno dei personaggi che fa piangere e commuovere davvero. Infine ultimo da sottolineare è Robert Pattinson che con la sua recitazione di Antinoo, sembra divertirsi molto a mischiare follia, rabbia e attimi di lucidità. Pattinson è un Antinoo enigmatico e bivalente e per questo colpisce a pieno lo spettatore in sala.

Regia, fotografia e aspetti tecnici vari

Il film vanta grandi effetti speciali, disegni fatti a mano, location reali e mozzafiato. Il tutto ripreso con una speciale cinepresa IMAX, a quanto pare unica al mondo, con cui Nolan e il suo team dirigono il film. La regia è sia introspettiva che spettacolare e vuole indagare a pieno l’animo dei personaggi ed in particolare del protagonista Omerico. Si passa da ampi piani paesaggistici, dove il mare, la spiaggia e la natura sono i protagonisti a piani americani, zoom e soggettive legate ai vari personaggi. La fotografia inoltre è mozzafiato, sfrutta spesso la luce naturale mixando colori vivaci ad altri più tenui e freddi e si divide in due. A prevalere sono il blu e l’azzurro intenso del mare e del cielo, la luce rossa del tramonto e il caldo del sole che vanno ad illuminare e scaldare tutti i momenti di approdo di Ulisse nel suo viaggio infinito, mentre nei momenti di Telemaco e Penelope ad Itaca, che devono difendere ogni giorno il regno dai Proci, a prevalere sono tonalità più opache come il grigio, il nero e il marrone. Queste due differenze servono proprio a significare un cambio di registro tra la situazione errante di Ulisse e quella vacante del trono di Itaca. Infine la colonna sonora di Goransson è potente, molto presente ed ha la funziona di rimarcare con forza i vari episodi narrativi. A volte risulta inquietante e tumultuosa, ma la sua bellezza sta proprio in questo: nello scuotere il più possibile lo spettatore e il suo spirito facendolo sentire sempre protagonista della narrazione.

Foto: Quotidiano Nazionale

Un mix di generi cinematografici

The Odissey racchiude in sé vari generi cinematografici: dal romanzo di formazione a quello di avventura, fino ad abbracciare tematiche legate al mondo fantasy e magico. La sua è una sceneggiatura ben definita, precisa e lineare che attraverso il viaggio mette in scena la storia di un uomo e dei suoi tormenti interiori. Per questo si può definire anche un romanzo psicologico e introspettivo dove il viaggio rappresenta proprio il percorso di crescita e del nuovo senso di sé che Ulisse deve affrontare e insieme a lui lo spettatore che salpa per nuovi mondi e nuove avventure.

Conclusione

Quello di Nolan è un viaggio dentro sé stessi e dentro la propria anima, è una riscoperta dei classici e della cultura greca, culla della moderna civiltà occidentale. Un film spettacolare quanto emotivamente potente, un percorso tecnico, stilistico e artistico di grande levatura dove il sapere, incontra il meraviglioso.

Da non perdere in tutti i cinema, Odissea di Nolan, dal 16 luglio.

Consigliata la visione in IMAX.

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