Il Diavolo veste Prada 2: il sequel sulla crisi del lavoro e non solo.

Locandina del film Il Diavolo veste Prada 2 con i volti di Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci

A fine articolo il trailer del film

3–5 minuti

Il Diavolo veste Prada 2, in uscita al cinema dal 29 aprile, è prodotto da 20th Century Studios (sotto l’egida Disney), in collaborazione con Wendy Finerman Productions e Sunswept Entertainment. La distribuzione globale è gestita da The Walt Disney Company. ll film è diretto da David Frankel, lo stesso regista della pellicola originale. Nel cast sono presenti il fantastico trio interpretato da: Meryl Streep; Anne Hathaway ed Emily Blunt affiancate da Stanley Tucci che torna in grande stile. Le new entry sono: Kenneth Branagh; Simone Ashley; Lucy Liu; Patrick Brammall e B.J. Novak.

Miranda ed Emily in una scena del film Il Diavolo Veste Prada 2. Foto: Teatro Cinema Italia

Breve trama

Il sequel del primo film iconico del 2006, esce con un distacco preciso di 20 anni e seppure riprende molti spunti, ambientazioni, dettagli, personaggi, trame e sottotrame della prima pellicola, si configura comunque come un racconto diverso, a sè stante. Il film pone al centro come focus narrativo la crisi, soprattutto raccontando la crisi del mondo lavorativo, del giornalismo, dell’editoria e di Runway, il giornale di moda stile Vanity Fair protagonista fin dal primo film. Andy (Anne Hathaway) torna a Runway per un nuovo incarico: alla ormai quarantenne senior editor Andy Sax viene affidato il compito di rilanciare la rivista di moda e quello di cercare di far appassionare i lettori al giornale cercando di fare quanti più click possibile sugli articoli online. La carta stampata è ormai un ricordo lontano ed Andy sembra essere ormai l’ultima speranza per rilanciare questo grande importante giornale da cui dipende la vita e la carriera di moltissimi impiegati e appassionati del settore.

Il trio torna in grande stile

Il trio formato da Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt, rispettivamente nei ruoli di Miranda, Andrea ed Emily torna a splendere sul grande schermo e lo fa in uno stile diverso da quello di vent’anni fa, ma comunque sempre in grande stile. Miranda è sempre la solita stacanovista , a capo di Runway da più di vent’anni. Ora si trova ad affrontare la crisi dell’editoria che sta mettendo in grave pericolo il suo lavoro e i suoi dipendenti. La fortezza che si è costruita pian piano cadrà e quella che verrà fuori sarà una Miranda del tutto nuova, più fragile, riflessiva ma sempre determinata nei suoi obiettivi. Emily ha un divorzio alle spalle, due figli e una nuova relazione, si presenta forte e ambiziosa sul lavoro, ma molto più fragile e insicura sulla sfera personale. Andy ora features di Runway sembra essere la solita ragazza determinata e sognatrice allo stesso tempo, innamorata del suo lavoro e della scrittura in generale, cerca di fare di tutto per contrastare la crisi dell’editoria. Tutte e tre le donne sono accumunate da una crisi che le vede ora più fragili, ma non per questo meno forti o potenti.

Meryl Streep; Anne Hathaway ed Emily Blunt affiancate da Stanley Tucci alla Première a New York

Ambientazione e stile iconici

Il film si muove a metà tra l’America, con il caos della Grande Mela e nella seconda parte ci si sposta in Italia con Milano, con la rappresentazione delle vie della moda che hanno fatto la storia e in secondo luogo ci si sposta sul lago di Como, un paesaggio naturalistico favoloso e ricco di colori vivaci e magnifici. Accanto ad un’ambientazione realisticamente attraente, abbiamo dei look iconici, non quanto il primo film ma alcuni outfit rimarranno comunque molto impressi. La vera marcia in più del film è l’intuito di Patricia Field, di nuovo in squadra per il sequel. La sua forza? Non farsi distrarre dai trend del momento, quelli che oggi sembrano irrinunciabili e domani sono già dimenticati, per costruire invece un immaginario visivo destinato a non invecchiare mai. Tornano le grandi marche: Chanel; Dior; Jan Paul Gaultier; Dolce e Gabbana e Valentino affiancate da alcune minori ed indipendenti come: Sa Su Phi e Collina Strada. Mancano purtroppo riferimenti all’ecosostenibilità o a tematiche esclusivamente green legate al mondo della moda.

Anne Hathaway in alcuni vestiti iconici de Il Diavolo veste Prada 2. Foto: Corriere della Sera

Conclusione

La parola d’ordine di questo secondo film è sicuramente la crisi vista in ogni sua accezione: dalla crisi di mezza età a livello personale, dalle crisi sentimentali dei vari personaggi fino ad arrivare alla crisi protagonista del film, ovvero quella legata al mondo lavorativo e alla sfera giornalistica ed editoriale. La domanda da fare è questa: ci si può risollevare da una crisi così potente? Se si pensa che il termine crisi in greco significa cambiamento, forse l’unica cosa da fare è solo accettare questo cambiamento ed andare avanti in questo processo in continuo mutamento.

E voi andrete a vedere il Diavolo Veste Prada 2? Il film vi aspetta al cinema dal 29 aprile. Non perdetelo!

Trailer de Il Diavolo Veste Prada 2


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